Trattamento delle Agenesie Dentali

agenesie-dentali a Rovereto

Cause, fattori di rischio e trattamenti: in questo articolo troverai tutto ciò che c’è da sapere sul problema delle agenesie dentali. Per capire di cosa stiamo parlando, prosegui con la lettura del nostro articolo e, partendo dal principio, ti spiegheremo che cos’è questo problema e come lo si può eliminare.

Che cos’è l’agenesia dentale?

Il termine agenesia indica la mancanza di un organo dalla nascita; se ci riferiamo nello specifico all’agenesia dentale, ecco che il termine acquisisce un significato più preciso e circoscritto. L’agenesia dentale, infatti, indica la mancanza congenita dall’arcata di uno o più elementi dentari permanenti. Il problema è causato dal mancato sviluppo del follicolo dentale, ovvero il dente in fase embrionale che normalmente si sviluppa fino a formare l’elemento dentale vero e proprio.

Cosa accade in caso di agenesia dentale?

In caso di agenesia ciò che viene a mancare è il fenomeno dell’odontogenesi, ossia il primario processo formativo degli elementi dentali. Questo processo, di norma, comincia intorno ai 6 mesi di vita, per poi concludersi al massimo a 25 anni di età (gli ultimi denti a sbucare sono gli ottavi, noti anche come denti del giudizio).

In caso di agenesia, questa nascita e sviluppo dei denti non avviene; in alcuni casi può verificarsi la sola agenesia dei denti decidui (ossia dei denti da latte) e, in situazioni simili, è bene che il dentista effettui un monitoraggio continuo e costante del paziente. In simili circostanze va valutato il migliore periodo di intervento, perché si renderà necessario operare con l’inserimento di una protesi dentaria. 

I problemi legati alle agenesie

Questa condizione, che ad oggi risulta abbastanza diffusa, può rappresentare un problema tanto estetico quanto funzionale. Da un punto di vista estetico i pazienti cominciano a viverlo come un problema spess già in adolescenza in quanto la mancanza di alcuni denti (spesso sono gli incisivi laterali a non formarsi) spesso porta ad avere un sorriso esteticamente non soddisfacente o addirittura spiacevole. Ricordiamo che una recente definizione di salute della O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) comprende anche il benessere sociale ovvero sentirsi apprezzati e piacersi anche esteticamente.

Essendo che nella maggior parte dei casi sono proprio gli incisivi laterali a mancare (seguiti come frequenza dai denti del giudizio e dai premolari), gli interventi volti a porre rimedio alle agenesie tengono sempre conto del risultato estetico finale. La zona estetica è la parte anteriore del sorriso, quella che si rende visibile quando si parla o quando si mangia. È il nostro biglietto da visita.

Come fare quindi?

A prescindere dalla tipologia di dente mancante, va detto che le odierne tecniche implantologiche consentono di porre rimedio al problema in modo semplice ed efficace. Attraverso un intervento ben programmato, il paziente con agenesia è infatti in grado di ottenere i denti mai avuti e, con essi, il sorriso invidiabile che ha sempre desiderato. Va sottolineato però che gli impianti dentali non vanno assolutamente valutati prima dei 20-25 anni di età perché ci può essere ancora un residuo di crescita del corpo e questo creerebbe inestetismi su un imipianto. Ci sono soluzioni a invasività zero e con ottima resa estetica per “traghettare” chi ha agenesie fino a questa età minima.

I vari tipi di agenesia

Le agenesie, come abbiamo accennato sopra, possono riguardare uno o più denti, a volte sono simmetriche cioè se un dente manca a destra mancherà il suo corrispettivo a sinistra, altre volte non lo sono. In base a quanti e quali sono i denti che non is formano possiamo avere:

  • Le agenesie totali: si tratta di un gruppo di agenesie molto raro e legato a particolari condizioni patologiche genetiche ed ereditarie. Come facile da capire, consiste in una totale assenza dalle arcate degli elementi della dentatura permanente. Si tratta di una condizione pressoché invalidante, dato che non consente un normale svolgimento delle attività di masticazione o di fonazione.
  • Le agenesie parziali: vi rientrano le agenesie per le quali si presenta la mancanza di uno o più denti dall’arcata, ma sempre per un numero di elementi inferiore a 6.
  • Le agenesie multiple: sono il gruppo in cui rientrano le agenesie che prevedono la mancanza di almeno 6 denti; non si tratta di un’assenza totale, come nel primo caso citato, ma allo stesso modo rappresenta una condizione invalidante.

Le agenesie più diffuse sono quelle legate agli incisivi laterali e spesso si presentano in maniera speculare su entrambi i lati della bocca.

Perché è importante intervenire subito?

Pianificare fin da subito gli interventi futuri in caso di agenesie è estremamente importante perché non si tratta solo di risolvere un mero problema estetico, come potrebbe pensare ragionando in base al buonsenso, ma soprattutto si tratta di evitare un problema funzionale.

Se la nostra bocca è stata “progettata” (passateci il termine!) per contenere 28 denti senza contare i denti del giudizio, il motivo ci sarà ed in effetti è un motivo funzionale. Immagina un tavolo da pranzo con quattro gambe. Bene, se togliamo una gamba al tavolo questo non è più stabile! Nel caso della bocca l’instabilità si riflette a livello dell’articolazione e può avere come conseguenze dei problemi posturali anche gravi. Quando dal cavo orale mancano alcuni elementi dentali infatti, il morso del paziente tende a chiudersi in modo scorretto.

I denti presenti in bocca, che hanno tanto spazio nell’arcata, rischiano di spostarsi e/o di accavallarsi, creando così delle malocclusioni che portano ai problemi articolari e posturali appena descritti.

Per evitare che si verifichi lo spostamento degli elementi dentali sull’arcata, i quali avranno sempre la tendenza a chiudere gli spazi lasciati liberi dai denti mai nati, bisogna ricorrere quanto prima a dei dispositivi in grado di salvaguardare quegli spazi.

Quando l’obiettivo del dentista è il mantenimento dello spazio libero (solitamente nei pazienti più piccoli), si può optare per l’utilizzo di dispositivi appositi chiamati mantenitori di spazio oppure, se siamo in area estetica, mediante l’inserimento di denti artificiali sospesi ancorati a miniviti in modo tale da salvaguardare estetica e spazio ovvero funzione in attesa del completamento della crescita delle ossa facciali.

La terapia ideale per sostituire i denti mancanti è con degli impianti: solo così si può evitare di indebolire i denti adiacenti a quello mancante. Per inserire degli impianti tuttavia è necessario attendere come minimo i 20 anni di età.

Quali sono le cause e i fattori di rischio delle agenesie dentali?

Fra le principali citiamo:

  • Ereditarietà o familiarità della patologia
  • Distruzione del germe dentale
  • Trattamenti medici invasivi
  • Malattie somatiche
  • Squilibri ormonali
  • Malnutrizione o rachitismo

Il trattamento

Per trattare le agenesie dentali si può intervenire in modi diversi. Vediamo qui di seguito alcuni esempi di intervento:

  • Denti singoli ancorati ad impianti: consiste nell’inserimento di protesi fisse ancorate su impianti all’interno dell’arcata del paziente, naturalmente in corrispondenza dei punti in cui non si sono mai sviluppati i denti mancanti; ciò consentirà al paziente di ottenere un sorriso sano ed esteticamente naturale. Una volta inserito l’impianto, grazie ad un’operazione di chirurgia mini-invasiva, il dentista applicherà appunto le protesi fisse, create artigianalmente secondo le caratteristiche degli altri denti del paziente (quindi tenendo conto di forma e colore individuali).
  • Applicazione di una protesi mobile: alcuni pazienti, forse perché troppo spaventati dall’operazione di implantologia, preferiscono optare per l’utilizzo di una protesi mobile, creata naturalmente su misura e a seconda del tipo di agenesia presentata. L’obiettivo, anche in questo caso, è quello di “tappare” i buchi del sorriso. La protesi mobile però ha lo svantaggio di ancorarsi ai denti adiacenti e di indebolirli negli anni.
  • Tecnica Maryland: esiste una tecnica particolarmente complessa che però consente, in casi selezionati, di sostituire il dente mancante con un dente “sospeso” ancorato tramite una aletta in ceramica alla porzione interna di uno dei denti adiacenti allo spazio. Si ottengono risultati estetici eccellenti, ma non sempre è possibile ricorrere a questa soluzione in quanto dipende dallo spazio tra le arcate quando sono a contatto.
  • Chiusura dello spazio vuoto con un intervento ortodontico: quando l’agenesia non interessa tanto gli incisivi quanto i molari o i premolari, si ricorre spesso ad una terapia ortodontica finalizzata all’avvicinamento dei denti fra loro; si cerca quindi di eliminare gli spazi vuoti presenti nell’arcata, eliminando l’opzione dell’implantologia. Si è visto però che a distanza di tempo (anche 5 o 10 anni) dal termine della terapia ortodontica di chiusura degli spazi, nella maggioranza dei casi si instaurino sindromi algico-disfunzionali dell’articolazione temporomandibolare. Cosa vuol dire? È l’esempio del tavolo da pranzo di cui sopra. La masticazione, con dei denti in meno e una arcata più stretta e corta in seguito alla chiusura spazi, diventa instabile e questa instabilità può causare problemi posturali anche gravi oltre ad una situazione estetica di compromesso.

Le modalità di intervento ottimali variano molto da caso a caso e vanno pianificate e discusse attentamente assieme al paziente adulto o assieme ai genitori in caso di pazienti di minore età.


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