Gnatologia e Malocclusioni

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La moderna odontoiatria ha raggiunto dei livelli sempre più approfonditi di conoscenza, come nel caso della gnatologia, una branca specializzata nell’individuazione e nella cura di correlazioni tra l’occlusione (il rapporto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore) e problemi muscolari, articolari e posturali.

Gli squilibri che riguardano l’occlusione sono denominati quindi malocclusioni e possono essere parte della causa di problemi più ampi.

Le malocclusioni sono un problema noto e che può interessare potenzialmente chiunque. A seconda delle loro caratteristiche e della loro associazione con abitudini quali il digrignamento o il serramento, possono presentarsi diversi disturbi nella persona che ne soffre. Il rapporto tra denti, posizione della mandibola e muscolatura è infatti di fondamentale importanza per l’equilibrio posturale.

È un equilibrio in cui ogni parte deve essere in perfetta posizione per funzionare in modo corretto, soprattutto quando ci sono sollecitazioni. Quando il sistema viene sollecitato in maniera importante, e ci sono delle componenti non in equilibrio, è lì che nascono i problemi. Possono scaturire infatti problemi posturali, mal di testa, emicranie, dolori alla cervicale. Questo accade perché il corpo umano è un sistema in cui tutti gli elementi sono tra loro connessi.

APPROFONDIMENTO

Da quando l’uomo ha guadagnato la posizione eretta (più di un milione di anni fa!) il cranio si articola in maniera molto complessa con le prime vertebre della colonna anche dette“cervicali” e questa posizione “nuova” ha reso molto delicate le zone di passaggio tra:

  •  il cranio e le vertebre cervicali
  •  il cranio e la mandibola.

In particolare quest’ultima articolazione, nota come articolazione temporomandibolare o ATM, ha un funzionamento davvero complesso. Se a questa complessità e delicatezza aggiungiamo alcuni ingredienti della vita moderna quali lo stress - e la relativa difficoltà a liberarcene - e l’alimentazione molto più morbida e spesso non corretta ecco che scaturisce un mix letale per la nostra povera articolazione:

  • l’eccessivo carico dato dal digrignamento (quasi tutti noi digrigniamo i denti di notte, chi più chi meno)
  • l’infiammazione sistemica (e quindi anche articolare) data dai cibi raffinati e impropri che consumiamo
  • la muscolatura della lingua e delle labbra che non viene stimolata in maniera naturale nei primi anni di vita
  • i problemi di malocclusione che coinvolgono almeno il 70% della popolazione

Per riassumere, non basta avere i denti storti per avere problemi posturali. Come diciamo sempre ai nostri pazienti usando una metafora, c’è chi fuma 2 pacchetti di sigarette al giorno e campa cent’anni. La sigaretta rappresenta un fattore di rischio, ma non una certezza di sviluppare malattie. C’è infatti il “fattore ospite” che in medicina è il grande imprevisto: chiamiamola fortuna genetica. Allo stesso modo vale per i problemi correlati alla postura: vi sarà chi a fronte di una malocclusione estrema non avrà mai nessun sintomo o conseguenza (eufunzione), e chi invece con un piccolo squilibrio e un digrignamento nella norma avrà sintomi invalidanti.

Dallo studio di questi problemi è nata la gnatologia che per definizione si occupa della fisiopatologia dell’apparato stomatognatico

  • struttura dento-parodontale (occlusione)
  • ATM (sistema cranio-mandibolare
  • muscoli che partecipano alla funzione orale (sistema neuro.muscolare)
  • sistema neuro-psichico connesso (sistema nervoso centrale CNS)

Le variabili che questa scienza studia nel cercare di risolvere i problemi afferenti al sistema cranio-mandibolare sono:

  • fattore ospite (e la sua soglia di adattamento individuale)
  • controllo delle forze (micro-macrotrauma)
  • insufficienza occlusale (malocclusione, trauma occlusale, patologie occlusali, deficit occlusale)

Nello Studio Barcelli troverai personale medico altamente formato sul tema della gnatologia, per lo studio e la cura dei tuoi problemi correlati alle malocclusioni.

Cerchiamo di capire quindi, all’interno di questo articolo, di cosa si tratta, quali sono le cause e in che modo curiamo queste problematiche.

Che cosa sono le malocclusioni 

Le malocclusioni sono una problematica abbastanza frequente a carico dei denti. Consistono in un disallineamento tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore, oppure in un rapporto spaziale non corretto tra la mandibola (la parte inferiore del viso), e il cranio.

Come conseguenza di una malocclusione abbiamo disfunzioni o disestetismi facciali o occlusali. Di norma le arcate allineate consentono di svolgere delle importanti funzioni: masticare, respirare, parlare. Sono aspetti solitamente considerati scontati, ma che sono invece importanti. La presenza di anomalie può invece inficiare in modo grave la salute del paziente e quindi le funzionalità alla base del suo benessere.

Tra i disturbi più frequenti vi sono pertanto il mal di testa, i dolori cervicali, il ronzio alle orecchie, le vertigini ecc. Questa è soltanto una selezione dei sintomi che a lungo andare possono divenire insopportabili.

In linea di massima le cause delle malocclusioni sono in parte ereditarie, legate quindi alla genetica, in parte ambientali ovvero legate a fattori esterni che influenzano la crescita. Un fattore importante è il bruxismo, ossia l’abitudine di digrignare i denti durante il sonno in modo involontario. Nel corso del tempo il bruxismo può determinare l’abrasione dei denti, con danni alla dentina e allo smalto, oppure causare danni alla articolazione temporomandibolare (ATM).

Tra le abitudini da bambini che possono determinare le malocclusioni vi sono la suzione del pollice e di altri oggetti, e anche l’uso del ciuccio oltre i 3 anni di età del bambino. Possono essere definiti dei comportamenti predisponenti sui quali i genitori sono chiamati a vigilare. Anche la mancanza di un dente o di più denti, o il palato stretto possono creare problemi di malocclusioni.

È compito dello specialista indagare sulle cause del fenomeno per trovare le soluzioni più appropriate.

Classifica delle malocclusioni

Le malocclusioni si possono classificare in diversi modi a seconda dell’aspetto che si vuole valutare.

Partiamo dalla condizione di normo-occlusione: i denti ingranano tra di loro come i dentini di una cerniera lampo. I denti superiori sono lievemente più avanzati dei denti inferiori e li sovrastano di poco. Come il coperchio di una scatola di scarpe per intenderci!

Quando qualcuno di questi aspetti non è corretto, si parla già di malocclusione. Per sintetizzare ci sono 5 aspetti da considerare per parlare di malocclusione:

APPROFONDIMENTO

Tra le varie malocclusioni abbiamo il morso profondo o il morso aperto (deep/open bite). Il morso profondo, in inglese deep bite, si ha quando gli incisivi superiori, a denti stretti, coprono di molto gli incisvi inferiori. Nei casi più gravi gli incisivi inferiori “scompaiono” quando il paziente si trova a denti stretti.

Il morso aperto, in inglese open bite, si configura quando, a denti stretti, gli incisivi anteriori non si toccano ma rimangono distanti. Tipicamente il paziente con open bite non riesce ad addentare per esempio le carote, ma è costretto a morderle di lato.

Abbiamo poi la deviazione mandibolare (mandibular lateral translation), in cui la mandibola ovvero la parte inferiore del volto è lievemente deviata da un lato. Spesso questa condizione è visibile da chiunque. Questa situazione spesso dà origine a problemi posturali a cascata.

Vi è infine la malocclusione di II o di III classe. Nella II classe abbiamo i denti inferiori e la mandibola che appaiono arretrati rispetto all’arcata superiore. Nelle II classi al contrario abbiamo un cosiddetto prognatismo quindi il mento e la mandibola più avanzati rispetto alla mascella.

Come curare le malocclusioni

Le malocclusioni sono un disturbo da risolvere il più precocemente possibile, al fine di evitare un peggioramento delle condizioni di salute del paziente. Più tardi si interviene, più complesso e lungo diventerà il lavoro dell’odontoiatra. Inoltre, più tardi si interviene su un’articolazione dolorante, minori saranno le probabilità di successo della terapia. Come del resto avviene anche nel resto del corpo. Pensiamo ai calciatori e ai loro problemi alle ginocchia: a fine carriera neppure l’ortopedico più geniale al mondo riesce a fare miracoli su una articolazione logorata. Ma torniamo a noi!

La prima fase per curare una malocclusione è l’analisi gnatologica nel corso della quale analizziamo la situazione di salute posturale del paziente. Cerchiamo quindi di capire quale tipo di disallineamento è presente, in che stato si trovano l’articolazione, i muscoli e i legamenti e come curarli, con una terapia estremamente personalizzata.

Nel corso di questo controllo utilizziamo degli esami strumentali moderni quali la risonanza magnetica, l’ortopantomografia, la teleradiografia, la radiografia anterop-posteriore del cranio, la condilografia, l’analisi mediante brux-checker. Oltre alle tecnologie utilizziamo alcune manovre tradizionali manuali insostituibili come l’analisi muscolare manuale (analizziamo una trentina di muscoli cranici semplicemente palpandoli con le dita) e altre manovre molto utili ai fini di una diagnosi ma mai dolorose, è importante sottolinearlo.

Lo strumento principe per curare le malocclusioni è l’apparecchio ortodontico fisso. Se però mancano diversi denti, o sono presenti delle protesi ovviamente non si sceglierà l’ortodonzia come terapia. Altri dispositivi spesso usati sono le cosiddette placche di riposizionamento o bite. Questi strumenti per essere realmente funzionali devono però essere costruiti su misura in quanto ogni bocca ha una sua conformazione a sé. Esistono ad esempio dei bite, preconfezionati in vendita in farmacia, ma possono rivelarsi decisamente nocivi.

Trascurare una malocclusione comporta nella grande maggioranza dei casi delle conseguenze negative. A pagarne le conseguenze possono essere i denti (usura) o l’articolazione con tutti i fastidi e problemi più o meno gravi che ne possono derivare. Per tali ragioni il nostro consiglio è di non mettere in secondo piano la cura dei propri denti.

Sorridere in modo sereno non ha una valenza soltanto estetica, ma anche funzionale. I denti sono una parte fondamentale della persona e vivere bene in salute è possibile solo con una bocca sana. Contattaci, sapremo prenderci cura dei tuoi denti con professionalità e competenza.


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Aut.san. N.81 del 10/02/2021

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