Cura dell'alitosi

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All’interno degli studi dentistici non ci si occupa soltanto dei problemi direttamente legati ai denti o alla chiusura del morso, ma anche di tutte le conseguenze negative che determinate condizioni possono portare con sé; non ci si limita agli elementi dentali, ma ci si prende cura del cavo orale in maniera completa.

Proprio per questa ragione, in questo articolo affrontiamo un argomento che il più delle volte risulta imbarazzante per i pazienti, ma che rappresenta appunto una problematica concernente il cavo orale e che potrebbe persino essere indice di ulteriori problematiche più serie, anche gravi. Parliamo quindi di alitosi o alito cattivo e speriamo che la lettura di queste righe possa aiutarti nella risoluzione di questa spinosa questione. 

Ma che cos’è l’alitosi?

L’alito cattivo è a tutti gli effetti un disturbo del cavo orale. Non va preso in considerazione solo per l’imbarazzo che può generare, ma anche perché spesso rappresenta il segnale che c’è qualcos’altro che non va; esso va perciò trattato come un qualsiasi altro problema orale.

L’alitosi può presentarsi in soggetti diversi: è diffuso sia fra gli adulti che fra i più piccoli. Le cause del disturbo possono essere davvero tante e potrebbero anche presentarsi in combinazione fra loro; un primo esempio di causa potrebbe essere l’assenza di una corretta igiene orale, ma anche il protrarsi di abitudini alimentari scorrette.

La cosa importante, comunque sia, è contattare quanto prima il proprio dentista o medico curante non appena ci si rende conto del problema, il quale potrebbe verificarsi come evento sporadico, ma anche come elemento persistente e quindi bisognoso di essere affrontato in quanto tale. In caso di necessità, puoi perciò contattare anche lo studio odontoiatrico Barcelli.

Le cause dell’alitosi: cibo, igiene, cattive abitudini e problemi di stomaco

  • Le cause dell’alitosi sono numerose: potrebbero presentarsi singolarmente o in modo combinato. Fra le più diffuse ci sono senza dubbio quelle legate al cibo, quindi ad un’assunzione di cibi particolarmente pesanti e difficili da digerire. Un esempio è dato da alimenti come la cipolla, l’aglio, ma anche bevande come il tè o il caffè che, nel momento in cui vengono raggiunte nello stomaco dai succhi gastrici – quindi quando cominciano a deteriorarsi – emanano dei gas maleodoranti che risalgono verso l’alto e vengono espulsi con il passaggio dell’aria.
  • Tuttavia, non sempre il problema è legato a questioni alimentari. L’alitosi può derivare anche dalla presenza di residui di cibo che, rimasti incastrati fra i denti, si deteriorano in loco, producendo lo stesso effetto quando l’aria passa nel cavo orale. In questo caso si parla quindi di una cattiva igiene orale, che porta all’alito cattivo quanto ad un’infinità di ulteriori altri problemi.
  • Nei soggetti fumatori, la colpa potrebbe essere legata proprio al tabagismo. Il fumo è nemico della salute orale: ingiallisce i denti, veicola i batteri e non fa che lasciare in bocca (oltre che su capelli e vestiti) un odore forte, persistente e per lo più fastidioso). Se sei un fumatore e soffri di alito cattivo, ti consigliamo di smettere di fumare (per questa e per le più ovvie ragioni di salute) o per lo meno di ridurre il tuo numero di sigarette giornaliere.
  • L’alitosi potrebbe essere legata anche all’assunzione di medicinali e quindi presentarsi in soggetti che seguono pesanti terapie farmacologiche; potrebbe poi essere connessa a disturbi gastrici, aspetto che andrebbe affrontato in modo serio con un medico.

Alitosi e accumulo della placca

Per eliminare una delle possibili cause di alitosi, ossia la presenza di residui di cibo e batteri nel cavo orale, è bene provvedere con le adeguate operazioni di igiene orale. È necessario pulire quotidianamente i denti in modo approfondito, perché non lavarsi in modo adeguato i denti permettere alla placca di depositarsi sulla superficie degli elementi; ciò che si verifica è perciò la formazione di una pellicola batterica che danneggia tanto l’alito quanto il resto degli elementi del cavo orale (sorriso, gengive ecc.).

La soluzione, dunque, è sempre e soltanto una: lavarsi i denti ogni giorno e con assiduità, andando a sfregare lo spazzolino su ogni elemento dentale dopo ogni pasto.

Alitosi e carie

Un’altra delle cause dell’alito cattivo può essere la presenza di carie fra i denti. Queste lesioni dei tessuti possono arrivare in profondità e danneggiare il sorriso a più livelli; possono interessare il solo smalto, come anche le parti interne dei denti (quindi polpa e dentina). Quando il processo arriva così in profondità, allora è facile notare il manifestarsi della carie anche a livello visivo, perché i tessuti colpiti cominciano a scurirsi fino ad assumere un colore marrone o nero e posssono formarsi cavità che possono essere percepite con la lingua o addirittura viste allo specchio.

I denti più colpiti dalle carie sono i molari, i premolari e gli incisivi superiori che, se non curati immediatamente, rischiano di essere rovinati in modo irreversibile. La presenza di tessuti infetti all’interno della bocca, allo stesso modo dei residui di cibo o dei batteri, provocano il cattivo odore tipico dell’alitosi: al passaggio dell’aria, quindi al momento della respirazione, i gas prodotti da queste infezioni escono all’esterno, conducendo al disagio che tutti conosciamo.

Alitosi e denti del giudizio in crescita

L’alitosi potrebbe essere legata anche alla presenza di denti del giudizio in crescita. Quando un paziente presenta la crescita degli ottavi, può capitare che i denti non sbuchino in superficie (oltre i tessuti gengivali) così come tutti gli altri denti. Il permanere degli ottavi sotto le gengive, o la loro semi inclusione, può portare alla formazione dell’alito cattivo, specialmente perché, trovandosi in una zona posteriore del cavo orale, questi elementi diventano abbastanza complicati da pulire.

Comunque sia, di solito il problema sparisce quando si procede con la loro rimozione tramite estrazione.

Alitosi e bronchite

Un’altra causa dell’alito cattivo può essere la bronchite, ossia un’infezione delle vie respiratorie. Quando si ha la bronchite, di solito si ha una sovrapproduzione di muco (naturalmente carico di batteri) che, al passaggio dell’aria, genera i cattivi odori. Una volta eliminato questo problema di salute, se non vi sono altre cause, tendenzialmente sparisce anche l’alito cattivo.

Alitosi e possibili rimedi: come intervenire?

Oltre a curare l’igiene orale a casa, bisogna ricorrere periodicamente anche alla pulizia professionale. La pulizia eseguita dal dentista, nota anche come igiene dentale professionale, è un atto terapeutico atto a ripulire il cavo orale in profondità. Mediante degli specifici strumenti, il dentista pulisce tanto i denti quanto i tessuti gengivali e tutte le aree posteriori della bocca che, di norma, è difficile raggiungere da soli con il solo spazzolino.

Per rafforzare la propria igiene orale domestica e per combattere l’alitosi si può poi ricorrere in casi particolari a dentifrici o collutori specifici a base di Clorexidina, Zinco e bicarbonato o Biossido di cloro che verranno di volta in volta consigliati dall’igienista dentale.

Le buone abitudini per combattere l’alito cattivo:

  • Lavare i denti al risveglio per contrastare l’alito cattivo del mattino.
  • Lavare i denti subito dopo ogni pasto.
  • Utilizzare dentifricial fluoro o collutori specifici.
  • Utilizzare il filo interdentaleper eliminare i residui di cibo che rimangono fra i denti.
  • Bere molta acqua e mantenere umido il cavo orale.
  • Quando si mangia, masticare lentamente per agevolare i successivi processi di digestione.
  • Evitare gli alimenti più pesanti e difficili da digerire o assumerli in quantità moderate.

Comportamenti da evitare

  • Fumare (il fumo è nemico del sorriso a prescindere dal problema dell’alitosi).
  • Bere troppi alcolici (l’eccessiva assunzione di alcol può essere causa di alito cattivo).
  • Utilizzo esagerato di collutori: esagerare nell’utilizzo di prodotti contro l’alitosi può generare effetti opposti rispetto a quelli desiderati; bisogna quindi attenersi alle prescrizioni mediche o alle indicazioni dei fogli illustrativi di ogni prodotto.

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Aut.san. N.81 del 10/02/2021

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